Illumina il riciclo: come dare nuova vita alle lampadine usate

ecolampfoto2

Come smaltire le lampadine a basso consumo esauste? Ce lo dicono Ecolamp – Consorzio che si occupa della raccolta e del trattamento delle sorgenti luminose a basso consumo – e Legambiente in occasione di “Illumina il riciclo”, un’iniziativa che, il 12 e il 13 aprile, ha toccato 20 centri della distribuzione organizzata coinvolgendo tutto il territorio italiano.

“Illumina il riciclo” – come ci ha raccontato Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp, in occasione dell’evento di Roma tenutosi al centro commerciale Auchan di Casalbertone – “ha come finalità principale quella di informare i consumatori e i frequentatori dei centri commerciali dell’opportunità di destinare a corretto smaltimento le sorgenti luminose a basso consumo che smettono di funzionare, lampadine che tutti noi abbiamo in casa”.

La nuova normativa RAEE introduce infatti il principio dell’”uno contro zero”, ovvero la possibilità di consegnare le sorgenti luminose a basso consumo esauste non solo alle isole ecologiche, ma anche presso i punti vendita con superficie superiore ai 400mq, senza l’obbligo d’acquisto di una nuova lampadina. Una novità importante per tutti i consumatori. Resta invece in vigore in principio dell’”uno contro uno” per i punti vendita di dimensioni inferiori.

Smaltendo in maniera corretta le lampade esauste, si può recuperare oltre il 95% dei materiali, che tornano in questo modo nel ciclo produttivo senza andar sprecati, trasformando quindi un rifiuto – le lampade esauste – in una risorsa. Come ci ha spiegato Monia Maccarini, Marketing & Communication Manager del Consorzio Ecolamp, “gli impianti di trattamento, per frantumazione e aspirazione, sono in grado di separare i diversi materiali: oltre l’80% è costituito da vetro, che non ha la purezza necessaria ad utilizzi come la produzione di nuove bottiglie, ma viene utilizzato soprattutto in campo edilizio, come nella produzione delle piastrelle e nella ceramica. I restanti materiali sono plastiche, i metalli e il residuo di polveri fluorescenti, da cui, per distillazione, è possibile recuperare il mercurio, controllandone il corretto smaltimento”.

Proprio per la presenza di mercurio, seppur in quantitativi decisamente bassi, quando si rompe una lampadina fluorescente in casa è importante prendere delle minime precauzioni: per esempio, evitare il contatto diretto con le mani o altre parti del corpo e aerare il locale.

Grazie al solo Consorzio Ecolamp, nel 2013 sono state avviate al riciclo circa 1.900 tonnellate di lampadine a basso consumo, tra raccolta presso le isole ecologiche e servizi volontari. Ad oggi la raccolta di lampadine in Italia raggiunge una quota pari a circa il 25-30% del quantitativo immesso sul mercato, un punto di partenza positivo per contribuire ai futuri obiettivi europei di raccolta separata dei RAEE.

“L’impegno principale del Consorzio sta nell’informare i cittadini della possibilità di smaltire in maniera corretta le lampadine a basso consumo” ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente. “Dopo anni di impegno a diffondere questo tipo di sorgenti luminose per il loro contributo al risparmio energetico, adesso dobbiamo fare in modo che siano smaltite correttamente. I cittadini devono essere informati sui loro diritti: devono sapere dove poter scambiare una lampadina nuova con una vecchia, o semplicemente consegnare quella esausta senza l’obbligo di un nuovo acquisto”.

Durante l’evento, è stata distribuita un’utile miniguida sul tema del riciclo delle lampadine e sui servizi offerti da Ecolamp, disponibile anche online a questo link.

“Illumina il riciclo” è solo una delle numerose iniziative promosse da Ecolamp, che si impegna per diffondere tutte le informazioni necessarie ai cittadini. Per restare aggiornati sugli eventi e le attività del Consorzio o per maggiori informazioni sui punti di raccolta dove smaltire le lampadine a basso consumo esauste, visitate il sito www.ecolamp.it. Ecolamp è anche sui social:

Facebook: https://www.facebook.com/Ecolamp

Twitter: https://twitter.com/Ecolamp_it

You Tube: http://www.youtube.com/user/ConsorzioEcolamp

Articolo a cura della  giornalista ambientale Veronica Caciagli

 

 

Partecipa a Take Action! Uno scatto per l’ambiente! Con #Greenpeace #Roma

unoscattoperlambiente

Al via la prima edizione del concorso fotografico “Take Action! Uno scatto per l’ambiente”organizzato dai volontari dei Gruppi Locali di Roma di Greenpeace e dedicato a tutti gli amanti della natura appassionati di fotografia.

Riportiamo qui le informazioni del concorso diffuse dall’appuntamento Facebook!

Il concorso vuole mostrare le azioni che compiamo ogni giorno per aiutare il Pianeta attraverso tematiche legate alle campagne di Greenpeace: un’occasione unica per esprimere il proprio impegno per la tutela dell’ambiente attraverso uno scatto originale.

Il concorso è gratuito e aperto a tutti, fotoamatori e professionisti, senza limiti di età, ed è suddiviso in 5 temi ispirati alle campagne di Greenpeace: Deforestazione Zero, Clima ed Energia, Mari e Oceani, Sostanze Tossiche, Agricoltura e OGM. Ogni partecipante può scegliere un tema e presentare n.1 foto che dovrà testimoniare un’azione positiva per l’ambiente oppure mostrare le conseguenze delle azioni negative da parte dell’uomo sulla natura che lo circonda.
Per prendere parte al concorso basterà dunque guardarsi intorno, pensare ai gesti che si compiono tutti i giorni e cercare esempi da seguire o azioni da condannare nella propria realtà locale per immortalarli in uno scatto.
Come partecipare: la foto dovrà essere inviata all’indirizzo mail concorsogreenpeaceglroma@gmail.com a partire dal 25 marzo ed entro il 25 aprile.
A chiusura del bando di partecipazione, nella prima fase le foto – in linea con i 5 temi del concorso e con i valori dell’associazione – saranno pubblicate online sulla pagina Facebook“Greenpeace Gruppo Locale di Roma” dove gli utenti potranno votarle a suon di “like” dal 28 aprile all’8 maggio 2014. Le fotografie che riceveranno il maggior numero di “mi piace” saranno poi esposte in una mostra allestita durante la serata conclusiva dell’evento che si terrà il 23 maggio 2014 presso i locali delFusolab 2.0 (Viale della Bella Villa, 94 – Roma) e sottoposte ad una seconda votazione da parte dei presenti. I vincitori finali saranno decisi sommando i voti ottenuti durante l’evento e il parere di una commissione costituita da esperti del settore, che annuncerà i risultati la sera stessa e premierà i vincitori.
Il 1° classificato riceverà gadget di Greenpeace e un buono per partecipare ad uno dei corsi organizzati presso il Fusolab 2.0 (elenco completo su www.fusolab.net) nell’anno 2014/2015; il 2° classificato sarà premiato con gadget di Greenpeace accompagnati da una bicicletta; il 3° classificato riceverà i gadget firmati Greenpeace insieme ad un oggetto realizzato dall’organizzazione “2 Panche Agricole” (https://www.facebook.com/pages/2-Panche-Agricole/602396103144744?fref=ts).
Tutti coloro che intendano partecipare al concorso fotografico “Take Action! Uno scatto per l’ambiente” sono tenuti aleggere attentamente il regolamento completo al seguente link e compilare gli allegati:
https://volontari.greenpeace.it/content/take-action-uno-scatto-lambiente-il-concorso-fotografico-di-greenpeace-gruppi-locali-di-roma

Con la lampadina esausta che ci faccio? Ce lo spiegano Ecolamp e Legambiente grazie ad Illumina il Riciclo

illuminailriciclo

 

Quante volte ci siamo posti questa domanda di fronte ad un oggetto che, a fine vita, da risorsa si trasforma in un potenziale pericolo per la natura?

Le lampade a basso consumo sono amiche del Pianeta e… delle nostre tasche. Normalmente durano anche a lungo. Ma, una volta esauste, se non vengono raccolte e riciclate in maniera corretta, possono provocare la fuoriuscita, fra l’altro, di mercurio elemento chimico pericoloso per l’ambiente e l’uomo. Per questo è importante raccoglierle e differenziarle in maniera corretta. Vi chiederete… come, dove, chi?

Tutte le vostre domande in materia potranno trovare una risposta grazie ai volontari di Legambiente che, in collaborazione con Ecolamp (Consorzio senza scopo di lucro leader in Italia per la raccolta e il trattamento delle sorgenti luminose) saranno presenti sabato 12 e domenica 13 aprile, in 20 centri della distribuzione organizzata che ospiteranno l’iniziativa “Illumina il riciclo”, giunta alla terza edizione.

L’evento principale della campagna di sensibilizzazione di quest’anno si terrà a Roma presso il Centro commerciale Auchan di Casalbertone (via Alberto Pollio 50) a partire dalle ore 10.00.

Alle 12.00 è prevista la partecipazione del Direttore Generale di Ecolamp, Fabrizio D’Amico, e del vice-Presidente di Legambiente Edoardo Zanchini.

Presso i punti informativi i cittadini, oltre a ricevere un simpatico omaggio e un’utile miniguida sul tema del riciclo delle lampadine, avranno modo di conoscere i metodi di una corretta raccolta di fonti luminose esauste. L’evento avverrà in concomitanza con l’entrata in vigore del nuovo decreto RAEE (DLgs 49/2014) che introduce diverse novità per il miglioramento della raccolta, il riutilizzo e il riciclo di questi rifiuti.

Segui le novità anche sui principali social (Facebook, Twitter e YouTube)

[Post sponsorizzato]

 

 

Aperò che party a… @MinimoImpatto! L’idea giusta per le feste tra amici

Vi piace invitare gli amici a casa? O nelle belle serate in giardino ma non avete sufficienti sedie e poltrone? Ecco la soluzione ecologica che fa per voi.

Aperò è la soluzione che fa per voi! Un vassoio super leggero  che toglie dall’imbarazzo di mangiare in piedi ai buffet,  ti consente di adagiare piatti, posate e bicchieri. E’ sicuro, comodo ed elegante. E’ un prodotto in cartone riciclabile usa e getta. Scopri tutte le offerte di Minimo Impatto su Aperò! Dal kit party ai kit risparmio per 10 e per 100.

In un video vi mostriamo come si monta Aperò

Il Festival internazionale della zuppa (Roma) a… @MinimoImpatto

locandina-programma-web

Il Festival Internazionale della Zuppa di Roma è occasione di festa attorno a un piatto popolare, genuino e multiculturale. Aperto a chiunque voglia partecipare per condividere assieme saperi e sapori da tutto il mondo, passando una giornata tra teatro, musica e arte di strada, a impatto zero sull’ambiente.

Per essere amici dell’ambiente hanno scelto i prodotti catering biodegradabili e compostabili di Minimo Impatto!

Vi pubblichiamo la locandina con il programma. Ad ognuno la sua gustosissima zuppa :-)

Le #Bioplastiche, caso di studio di #Bioeconomia in Italia. Il video!

bioshopperbioeconomiavideo.

L’interessante studio, edito anche come libro di Walter Ganapini sulle bioplastiche, caso di studio di Bioeconomia italiano è diventato una infografica anche video. A riguardo peraltro segnaliamo che sul numero 14 di Tekneco è edito un approfondimento sul mondo delle bioplastiche realizzato a quattro mani dalle giornaliste ambientali Letizia Palmisano e Veronica Caciagli. Tra gli articoli, un’intervista a Walter Ganapini. Se volete scoprire il mondo dei prodotti realizzati grazie alle bioplastiche potete consultare il sito di Minimo Impatto.

[Cliccate sull'immagine per vedere il video]

“Infographic – Bioplastics: a case study of Bioeconomy in Italy” illustra il caso studio italiano nel promuovere un nuovo modello di sviluppo economico incentrato sulla creazione di filiere integrate, sulla realizzazione di bioraffinerie, sull’espansione delle raccolte differenziate in collegamento con l’utilizzo di bioplastiche biodegradabili e compostabili. Il video si focalizza sul ruolo pionieristico dell’Italia nel varare una normativa volta a ridurre il consumo di sacchetti monouso, e che ha avuto rilevanti impatti positivi non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico e sociale.
L’infografica racconta in modo semplice ed efficace l’esperienza italiana nel campo della bioeconomia raccolta anche nel volume del Kyoto Club “Bioplastiche: un caso studio di bioeconomia in Italia”, curato da Walter Ganapini ed edito da Edizioni Ambiente, con il supporto del Ministero dell’Ambiente.

“Infographic – Bioplastics: a case study of the Bioeconomy in Italy” shows the Italian case study in the promotion of a new model of economic development focused on the creation of integrated supply chains, the start-up of biorefineries and the diffusion of separate waste collection systems connected with the use of biodegradable and compostable bioplastics. The video focuses on the pioneering role of Italy in adopting a law to reduce the use of disposable bags, which led to positive environmental, economic and social impacts. The infographic tells, in a simple and effective way, the Italian experience in the field of bioeconomy described also in the volume promoted by Kyoto Club “Bioplastics: a case study of the bio-economy in Italy”, edited by Walter Ganapini and published by Edizioni Ambiente, with the support of the Italian Ministry of the Environment.

Sacchetti biodegradabili e compostabili: 10 cose da sapere!

sacchetto biodegradabile

Sui sacchetti biodegradabili e compostanibili in giro se ne sentono tante. Un piccolo ecodecalogo edito dalla Novamont ci aiuta a fare chiarezza ;-)

1) La biodegradabilità e compostabilità dei sacchetti e, in generale, degli imballaggi, è definita dallo standard europeo EN 13432.

2) La maggior parte dei biopolimeri impiegati per la produzione dei sacchetti biodegradabili è anche biodegradabile in suolo e può essere utilizzata per realizzare film per pacciamatura biodegradabili.

3) Il doppio utilizzo (come sacchetti per l’asporto merci, e poi come sacchetti per il rifiuto organico) favorisce la raccolta e ilriutilizzo, e la diminuzione della dispersione dei sacchetti nell’ambiente.

4) Studi indicano che i sacchetti compostabili conformi allo standard europeo EN 13432 degradano in tempi relativamente veloci in ambiente marino.

5) I sacchetti realizzati in plastica biodegradabile possono essere smaltiti negli impianti di riciclo meccanico delle plastiche tradizionali fino a una percentuale del 10%.

6) Rinnovabile o biodegradabile? Si tratta di un quesito mal posto: biodegradabilità e rinnovabilità sono due concetti differenti.

7) La totale sostituzione dell’intero mercato europeo attuale di sacchetti in plastica monouso con sacchetti biodegradabili richiederebbe al massimo lo 0.06% del terreno agricolo europeo totale (nello scenario peggiore).

8) Il consumo di energia non rinnovabile necessario per la produzione di plastiche biodegradabili e compostabili è inferiore al benchmark del settore.

9) I sacchetti biodegradabili e compostabili non contribuiscono in maniera significativa alla formazione di biogas in discarica (il biogas, se rilasciato nell’ambiente, è un potente gas a effetto serra)

10) Quando i sacchetti biodegradabili sono soggetti a riciclo organico, vengono prodotti CO2acqua e compost. Il compost è un ammendante naturale, molto importante per mantenere la fertilità dei suoli.

Fonte: http://novamont.it/default.asp?id=2464#b35488

 

  •  10 cose da sapere sui sacchetti biodegradabili e compostabili (93,1 KB)

In gita al mare o nei boschi? Gli animali non sporcano. Comportiamoci come le bestie! Ecco l’eco cestino da picnic di @minimoimpatto

Amate come noi la primavera? Siete in piena voglia di scampagnate al mare o nei boschi?! Minimo Impatto vi semplifica la vita con un bel cestino da pic nic per 10 persone. L’ecosostenibilità, infatti, non va dimenticata quando si va in vacanza e in gita!

Un cestino da pic nic da 10 persone tutto per voi!

Nel cestino (scatolone verde vi sarà)

- il cestino (la scatola rettangolare che contiene il tutto) Regalato da Minimo Impatto

- 10 tovagliette regalate da Minimo Impatto

- 2 buste in mater bi regalate da Minimo Impatto per raccogliere i rifiuti

- una tovaglia 1 m x 1 m regalata da Minimo Impatto

E inoltre

Una confezione da 10 Tris (tovagliolo, coltello cucchiaio e forchetta)

Una confezione di piatti diametro 23 cm con 20 piatti

Una confezione di piatti (ciotole) da 18 cm 680 ml con 20 piatti

Una confezione con 20 bicchieri

L’immagine è puramente indicativa ! Dei prodotti è puramente indicativa. E ovviamente aspettiamo le vostre foto :-)

Il riscaldamento globale potrebbe portare a una glaciazione. Ecco perché col #clima non si scherza

icestorm

 

Avete presente il film: The Day After Tomorrow (L’Alba del giorno dopo)?! In cui il mondo doveva affrontare repentinamente la glaciazione causata dai cambiamenti climatici innestati dall’uomo?! Ecco, la buona notizia è che non si verificherebbe così in poche ore. La cattiva notizia è che la Corrente del Golfo davvero è in fase di rallentamento. A spiegarlo è il climatologo Vincenzo Ferrara, intervistato dalla giornalista ambientale Veronica Caciagli. Vi segnaliamo l’articolo, assolutamente da leggere. 

Una vita a Minimo Impatto può contribuire a ridurre l’impatto ambientale dell’uomo. Ogni scelta, ogni atto che compiamo può incidere… Peraltro qualche tempo fa la stessa Caciagli recensì i piatti biodegradabili di Minimo Impatto…

#Rifiuti: sul sito del Ministero dell’Ambiente è possibile partecipare alla consultazione pubblica sulle direttive. Fino al 31 marzo

ministero_ambiente_logo-672x447

#Rifiuti Il Ministero dell’Ambiente della tutela del territorio e del mare ha indetto una importante consultazione pubblica in merito alla revisione degli obiettivi di tre fondamentali direttive europee su rifiuti.
“L’Italia, che parteciperà alla revisione insieme agli altri Stati Membri dell’Unione, si appresta a definire la posizione ufficiale da portare al tavolo nelle negoziazioni: la presente consultazione pubblica rappresenta pertanto un momento di partecipazione e concertazione nella definizione della suddetta posizione”, spiegano dal Ministero.
Si tratta de: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE), la direttiva sulle discariche (1999/31/CE) e la direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (1996/62/CE). Finalità: rispondere alle clausole di revisione previste dalle direttive stesse e adeguare gli obiettivi agli indirizzi delineati nella “Roadmap on Resource Efficiency” e nel VII Programma di Azione Ambientale.

Per partecipare al questionario c’è tempo fino al 31 marzo 2014.http://www.minambiente.it/pagina/consultazione-sulla-revisione-degli-obiettivi-europei-di-gestione-dei-rifiuti