Cosa è il principio attivo Fotocatalitico

Vi riproponiamo  qui due articoli di una nostra amica di qualche tempo fa che possono spiegare meglio le nostre amate pitture fotocatalitiche. Grazie al primo (quello breve) la conoscemmo.  Son passati tre anni e l’interesse comune per l’ambiente ha consolidato l’amicizia tanto che oggi che è una giornalista ambientale, è la nostra ufficio stampa!

PRINCIPIO ATTIVO FOTOCATALITICO (articolo del Luglio 2007)

Probabilmente ai “più” il titolo dell’articolo non dirà molto. Ma basta dare come indizio la sua più famosa applicazione – la Chiesa Dives in Misericordia dell’ Arch. R. Meier- per far intuire di cosa si tratti. Il P.A.F. è l’ecorivestimento che venne pensato proprio per la Chiesa per la quale si chiedeva un calcestruzzo che garantisse nel tempo il colore bianco e brillante dell’opera. I rivestimenti fotocatalitici non si sono rivelati solo autopulenti ma anche antinquinanti: sono a base di biossido di titanio e di altri composti chimici che – attraverso l’azione della luce solare o artificiale- abbattono le sostanze nocive ed inquinanti, ossidandole e trasformandole in composti innocui o assorbendole nella superficie pur non consumando o modificando la materia. Le applicazioni, anche celebri, si sono diffuse in tutto il mondo in strade, piazze, palazzi ed aeroporti. Alle caratteristiche di processo autopulente ed antinquinante si è andata affiancando la scoperta di proprietà antibatteriche del P.A.F. (ad es. contro le muffe) che potrà portare ad un’applicazione non solo sulle superfici esterne ma anche negli interni.

Ed ecco l’art. n. 2 del Novembre 2007

Intervista a  G. Avolivolo. Qualche informazione in più sul Principio Attivo Fotocatalitico Continua a leggere

Pitture fotocatalitiche e ecopitture

Sono legata in modo particolare alla tematica delle ecopitture e delle pitture fotocatalitiche perché è così che è cominciata l’avventura di Minimo Impatto. La pittura antinquinante fotocatalitica è il primo prodotto che abbiamo distribuito sul mercato romano quando siamo nati; abbiamo promosso queste pitture a destra e a manca, ne abbiamo parlato per tanto tempo, ad amministrazioni pubbliche, negozi di ferramenta, istituti sanitari, ospedali, scuole, etc. E ogni volta che ne presentavamo le caratteristiche, tutti rispondevano “tutta la città dovrebbe essere ricoperta di queste pitture”! Si, siamo d’accordo. Perché?

Beh, sembra che la caratteristica principale delle pitture, che è la proprietà fotocatalitica, sia un’innovazione unica nel suo genere. Il biossido di titanio (TiO2) presente nelle pitture e fissato con tecniche brevettate, è il fotocatalizzatore che interagendo con la luce abbatte gli inquinanti tossici presenti nell’aria che sono dovuti agli scarichi di automobili, fabbriche, riscaldamento domestico e altre fonti. Il risultato è che si eliminano allo stesso tempo lo sporco, i batteri e la muffa che degradano le superfici interne ed esterne di un immobile (una casa, una scuola, un ospedale, etc). Il Consiglio Nazionale delle Ricerce (CNR) in una relazione tecnica ha fornito la stima seguente: un metro quadrato di superficie attiva rimuove il 90% dell’inquinamento contenuto in 80 m³ di aria in appena 1 ora.

La fotocatalisi in termini tecnici è il fenomeno naturale attraverso il quale una sostanza fotocatalizzatrice sfrutta la luce solare o artificiale, modifica la velocità di una reazione chimica producendo un forte processo di ossidazione che decompone le sostanze inquinanti organiche e inorganiche trasformandole in sostanze innocue.

Incredibile, vero? Quando abbiamo creato il nostro ufficio a Fiano Romano, la prima cosa che abbiamo fatto è dipingere le pareti di bianco con queste pitture, per toccare con mano i risultati tanto proclamati. E dobbiamo ammettere che dopo un anno, nonostante l’inquinamento esterno che passa attraverso le finestre, e l’inquinamento interno prodotto da uno dei nostri soci (accanito fumatore!), le pareti sono rimaste intatte. Niente macchie, e niente odori. Favoloso, ci siamo detti, ora abbiamo la coscienza a posto e possiamo promuoverle sapendo che funzionano veramente.

Qui di seguito riporto le principali caratteristiche delle pitture fotocatalitiche:

• Trasformano le sostanze inquinanti in residui innocui (sali minerali, calcio, etc), quindi disinquinano

• Non fanno aderire lo sporco da inquinamento (in interni ed esterni)

• Resistono alle muffe ed alla proliferazione di funghi

• Sono permeabili al vapore acqueo

• Non si infiammano

• Sono antibatterici e deodorizzanti

• Diminuiscono la frequenza di manutenzione e ritocco (perché lo sporco non attecchisce).

Ora, la domanda nasce spontanea: perché nel centro Italia non si vedono edifici pubblici dipinti di materiale fotocatalitico? Eppure alcuni municipi del Comune di Roma hanno inserito nel capitolato l’adozione in maniera generalizzata di queste pitture fotocatalitiche, e addirittura in città come Fiumicino per ogni nuova costruzione è obbligatorio utilizzare tali pitture.  Lancio dunque un appello alle amministrazioni pubbliche e ai consiglieri statali: per favore, quando adottate delle misure ambientali, assicuratevi che non rimangano delle semplici frasi scritte su un documento, assicuratevi che ci sia un controllo e un rapporto con illustrazione dei risultati attesi. Possiamo? Comune di Fiumicino, possiamo contare su di voi?

Oh, e per chi sapesse come arrivare ai vertici degli Aeroporti di Roma, noi vorremmo proporre l’adozione di tali pitture per tutta la superficie del nuovo aeroporto commerciale di Viterbo. Se un metro quadrato di superficie dipinta  rimuove il 90% dell’inquinamento contenuto in 80 m³ di aria, pensa a quanto si può fare in un luogo pieno di aerei di linea e autobus di transito! Ogni consiglio su come raggiungere questo obiettivo è bene accetto.